De Laurentiis show: attacco a Cardinale e Spalletti, poi l’annuncio che scuote Napoli

Aurelio De Laurentiis torna a parlare e, come spesso accade, lo fa senza mezze misure. Il presidente del Napoli ha affrontato diversi temi a Roma, dopo aver ricevuto il Premio Sportivo alla Carriera dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, spaziando dal futuro dello stadio alle critiche nei confronti di Gerry Cardinale, fino al capitolo Luciano Spalletti.

Una lunga serie di dichiarazioni che raccontano ancora una volta la visione del calcio del numero uno azzurro, deciso a rivendicare le scelte fatte durante la sua gestione e a rilanciare con forza i progetti per il futuro del Napoli.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli

De Laurentiis, l’attacco a Cardinale e al modello dei fondi

Uno dei passaggi più duri riguarda Gerry Cardinale. De Laurentiis ha ricordato una cena di tre anni fa con il proprietario del Milan, raccontando di aver ascoltato un discorso che, a suo giudizio, rispondeva più alle esigenze di un finanziere che a quelle di un imprenditore.

Il presidente del Napoli ha poi allargato il discorso al ruolo dei fondi nel calcio, sostenendo che chi investe debba necessariamente confrontarsi con la necessità di ottenere un ritorno economico. Una posizione che De Laurentiis contrappone alla propria esperienza alla guida del Napoli, sottolineando i risultati ottenuti in 22 anni, tra due scudetti, cinque coppe e una presenza costante nelle competizioni europee.

Il tono resta quello di chi vuole rivendicare il proprio modello e, allo stesso tempo, prendere le distanze da una gestione del calcio maggiormente legata alla finanza.

Spalletti, De Laurentiis non arretra: “Non fatemi parlare”

Poi arriva il capitolo Luciano Spalletti. Una domanda sul tecnico viene liquidata da De Laurentiis con una risposta secca: “Non fatemi parlare di Spalletti”.

Il presidente azzurro sposta quindi il discorso sul rapporto tra allenatori e società. Secondo la sua visione, i tecnici devono essere considerati collaboratori chiamati a dirigere la squadra e a gestire l’orchestra composta dai calciatori, mantenendo però il ruolo di dipendenti della società.

Parole che riaccendono inevitabilmente il ricordo del rapporto tra De Laurentiis e Spalletti e che mostrano come, a distanza di tempo, quel capitolo continui a essere particolarmente delicato.

Nuovo stadio Napoli, De Laurentiis rilancia: 70 mila posti

Ma il passaggio forse più importante riguarda il futuro del Napoli. De Laurentiis ha annunciato di aver individuato a Qualiano un’area di 17 ettari e mezzo destinata al nuovo centro sportivo, con dieci campi di calcio e 7.500 metri quadrati tra uffici e spogliatoi per la prima squadra e il settore giovanile.

Sul fronte stadio, invece, il presidente ha parlato di un progetto nell’area di Napoli Est, su 38 ettari, per un impianto da 70 mila posti, con 120 sky box, ristoranti e un museo interattivo dedicato alla storia del club.

De Laurentiis ha ribadito di voler finanziare personalmente il nuovo stadio e ha indicato in 24 mesi il tempo necessario per realizzarlo. Nel suo progetto, il nuovo impianto dovrebbe diventare la nuova casa del Napoli e, una volta completato, il Maradona verrebbe abbattuto.

Un annuncio destinato inevitabilmente a riaprire il dibattito sul futuro dello stadio di Napoli e sul rapporto tra il club, il Comune e l’attuale impianto.

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