Non è che il campionato cominci adesso perché le prime 5 giornate sono spesso illusorie.
E’ che il campionato comincerà a novembre, perché l’80% delle tendenze negli ultimi anni hanno finito per essere ribaltate ad autunno inoltrato. C’è una differenza però: mentre i punti guadagnati rischiano di essere ingannatori, quasi mai invece quelli perduti costantemente tra ottobre e novembre si sono convertiti in qualcosa di buono.
E allora nella succosa seconda manche di Serie A ognuna delle 7 big o divenute tali ha una verità da ricavare.

Inter, l’insidia Parma e il temperamento di Gilardino
Paradossalmente quella che rischia di più è l’Inter: perché è quella che ha il confronto più squilibrato sulla carta, per la quale i 3 punti sono un obbligo, e paradossalmente però il Parma sarà anche un rivale reso anche ossuto dal mercato, però è squadra da lotta e sbuffa. E Gilardino da questo punto di vista le si confa perfettamente, avendo sempre fatto lottare le sue squadre, povere di qualità ma mai di temperamento. In più il Parma ha avuto 3 settimane per preparare la partita senza perdere troppi giocatori per le nazionali, e si sa che il cambio allenatore è sempre una scossa, tanto più per una squadra che era andata alla sosta vincendo lo scontro diretto con il Genoa.
Como-Roma, una sfida che vale più dei 3 punti
Il cioccolatino sul cuscino della Serie A al risveglio è Como-Roma: troppo bella per perdersela, anche diventasse una lotta solo agonistica. E chi dovesse vincere in verità si porterebbe qualcosa più dei 3 punti: perché queste due sanno che sul piano del gioco sono superiori a 17 squadre su 18, ma se lo fossero anche rispetto all’altra azionista del calcio propositivo, beh potrebbero lanciare una vera opa sul futuro del campionato.
Spalletti, Amorim e Allegri sotto pressione. Gattuso può veleggiare
Si chiede invece una noiosa normalità a Spalletti, Amorim e Allegri: niente sorprese, niente shock, solo una rassicurante imperturbabile vittoria contro chi è inferiore ma per stato di forma è pericoloso. Pur in ritardo rispetto alla testa, non è che la classifica di Juventus, Milan e Napoli sia così tragica, tra i 2 e i 6 punti di distacco dalla cima. Ma se si fermassero ancora, sai che tensione? La Juventus a Cagliari sente tutto il vento contro dell’attraccare una nave incerta a un porto insidioso per gli avventori quale la Sardegna Arena.
Il Milan non deve farsi appesantire dalle incertezze dello sbagliare contro una squadra che fa calcio leggera leggera come il Sassuolo. Il Napoli riceve il Frosinone e l’effetto sorpresa non potrebbe mai essere una scusante, tanto più che Alvini soffre anche assenze pesanti.
Dice: ci sono tutti? Eh no, mancherebbe la terza capoclassifica, la Lazio che riceve il Monza, il che vuol dire che oggettivamente potrebbe anche continuare a veleggiare. E il bello di Gattuso è che è quasi ignorato: altro che ingiustizia, in certi casi è un vantaggio e un privilegio.