Quintana, dopo il doping un’altra mazzata: stagione compromessa

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Nel ciclismo tiene banco il caso di Nairo Quintana, l’atleta colombiano positivo a un controllo antidoping

Nessuna qualifica per Nairo Quintana, rinvenuto positivo al Tramadol, un painkiller, dopo un controllo antidoping di routine al recente Tour de France.

Doping Ciclismo Quintana
Nairo Quintana durante la tappa del 13 luglio, quella contestata per doping (Foto ANSA)

Il ciclista colombiano non è stato ufficialmente sospeso dall’attività agonistica. Ma la sua società, l’Arkea Samsic, lo ha di fatto messo da parte.

Quintana e la sostanza vietata

Le ultime dichiarazioni del direttore sportivo dell’Arkea non lasciano spazio a dubbi: “Noi non sappiamo niente di questa storia. Da parte nostra non c’è una spiegazione e anzi… ne aspettiamo una da parte del ciclista. Aspettiamo che Quintana faccia chiarezza ma di sicura noi non abbiamo mai prescritto né somministrato il tramadol a lui o ad altri ciclisti” dice Sebastian Hinault, responsabile tecnico del team.

Fuori dalla Vuelta, Mmondiali a rischio

Nella giornata del trionfo di Jonas Vingegaard, la classifica cambia clamorosamente a causa di una decisione dei giudici di gara
Nairo Quintana, cancellato il suo sesto posto al Tour  (Foto ANSA)

Nel frattempo l’UCI ha rimosso Quintana dal sesto posto finale dell’ultimo Tour de France cancellando i suoi punti anche dal ranking internazionale. La federazione non ha sospeso il ciclista e non lo ha squalificato per gli eventi ancora in calendario, perché si tratta della sua prima infrazione sui regolamenti antidoping. Ma Quintana è stato escluso dalla squadra che venerdì è partita per la Vuelta.

“Una decisione condivisa con l’atleta per una questione di tranquillità personale e per dare la possibilità a Quintana di difendere la sua posizione” dice Hinault. Ma nel frattempo il ciclista vede in forte dubbio anche la sua partecipazione all’imminente mondiale di Wollogong, in Australia, dove era uno dei punti di forza della squadra colombiana.

Il ciclista colombiano continua a negare di avere mai assunto il farmaco vietato dall’UCI e ha presentato ricordo al TAS, il tribunale di arbitrato sportivo di Losanna. Ma a questo punto rischia il suo contratto da professionista con l’Arkea.