Derby day: l’Inter, consapevole e stanca; il Milan, inaffidabile e entusiasta. La sfida tattica di Chivu e Amorim. I numeri incredibili

Troppo presto, troppo tardi, significa tutto, non significa niente, ma sta di fatto che quando arriva il derby a San Siro qualunque sia il momento della stagione c’è sempre l’atmosfera dei bambini a Natale pure se è Halloween. E questo si incastona in un momento storico di numeri incredibili: il Milan è imbattuto da 7 derby, con le ultime 3 vittorie consecutive. Non aveva una tale striscia positiva da ben 21 anni, quando arrivò fino a 10; non arriva a 4 vittorie consecutive dal 1973. E se guardate le date, erano strisce coerenti con dei periodi vincenti del Milan, differentemente da questo. Il che depone a favore della spiegazione che l’Inter abbia sofferto una sindrome da derby.

Inter e Milan, i numeri incredibili del derby e il fattore psicologico

Non a caso, prima di questa serie negativa, arrivava da ben 6 derby vinti consecutivamente, suo record storico quando prima non era mai andata oltre i 4 – con l’ultimo il più iconico ovvero quello della seconda stella vinta in faccia. Che nel punto massimo l’Inter poi sia entrata nel tunnel pur dando allo stesso tempo una scarto di 54 punti al Milan negli ultimi 3 anni, certifica la matrice psicologica del dato. Del resto come ha detto Chivu stesso: “Se non vinciamo da 7 derby una domanda dobbiamo porcela”.

L’Inter tra consapevolezza e stanchezza, il Milan tra inaffidabilità ed entusiasmo

L’Inter arriva consapevole della sua forza di prima in classifica con il miglior attacco, che ha una forza d’animo senza pari capace di ribaltare sistematicamente le sorti. Ma che per farlo ha speso tante energie psicofisiche, che è sulle gambe per lo sforzo di questo ultimo mese e con i ricambi al minimo per i 5 infortuni.

Il Milan arriva ripiegato su sé stesso dalla propria inaffidabilità, dopo avere messo insieme un mese di prestazioni non brillanti ma regolari, ora però messe in discussione dal rovescio contro il Bologna. Però ha l’entusiasmo dell’esordiente Amorim, e visto che nel derby la variante psicologica è tutto, dunque è un aspetto da non sottovalutare. Tanto più che nonostante gli schiaffoni con Benfica, Bournemouth e Bologna (le squadre con la B sono finite), la bufera è durata solo mezza serata, a testimonianza di come sul Milan ci siano meno aspettative e anche meno pressioni.

Chivu e Amorim, la sfida tattica tra il 3-5-2 e il 4-2-3-1

L’incognita tattica maggiore per Chivu è non esporsi: la squadra è sulle gambe e non può sostenere il gioco dispendioso fatto sino a tre settimane fa, il 3-5-2 potrebbe necessitare un baricentro più basso e una manovra di reattività verticale piuttosto che di costruzione orizzontale.

Per Amorim il 4-2-3-1 è disordinato ed emozionale: dalla cintola in sù hanno tutti qualità con il pallone, però è tutto episodico e mantenere ordine sarà la sfida, sapendo di essere zoppicanti nella casella dell’esterno destro alto. E’ vero che ci sono state tante rimonte, ma stavolta il carico della pressione di San Siro può dare tutto a chi indirizza per primo il derby.

 

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