Mercoledì l’Atalanta farà visita al Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, si ripartirà dal 6-1 dell’andata in favore dei bavaresi. In Germania, Vincent Kompany potrebbe far esordire un 16enne, ecco di chi si tratta.
Mercoledì l’Atalanta farà visita al Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League (ecco come andò all’andata a Bergamo), si ripartirà dal 6-1 dell’andata in favore dei bavaresi. La Dea di Raffaele Palladino dovrà onorare l’impegno, sapendo che l’impresa è impossibile. In Germania, Vincent Kompany potrebbe far esordire un 16enne, ecco di chi si tratta.

Bayern Monaco, un 16enne tra i pali?
Il Bayern Monaco è senza portieri per il ritorno degli ottavi di Champions League contro l’Atalanta. Neuer e Ulreich (rispettivamente primo e terzo nella gerarchia) sono fuori per infortunio, Urbig (il secondo) è in fortissimo dubbio e anche il 18enne Klanac, portiere della seconda squadra dei bavaresi e tecnicamente quarto in rosa, ha un problema muscolare. E allora? Allora Vicent Kompany lancerà dal primo minuto Leonard Prescott, 16enne che solitamente difende i pali delle giovanili e che contro i bergamaschi farà il suo esordio assoluto fra i professionisti.
Chi è Prescott
Prescott è nato a New York e cresciuto a Berlino (ha doppio passaporto tedesco e americano). Alto 196 centimetri, il portiere della nazionale tedesca U17 è arrivato al Bayern Monaco nel 2023 dall’Union Berlino. Dallo scorso maggio si allena con la prima squadra, dove i preparatori dei portieri Michael Rechner e Andreas Rössl lo apprezzano molto per i riflessi tra i pali e per l’abilità palla al piede. Il tecnico della Primavera dei bavaresi di lui dice: “Tecnicamente è talmente bravo che potrebbe anche giocare a centrocampo”.
Atalanta-Bayern, la cronaca dell’andata
L’Atalanta perde rovinosamente nell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Bayern Monaco. I bergamaschi crollano di fronte a una delle squadre più concrete e spietate del’attuale panorama europeo. Per i tedeschi un dominio totale che rende la sfida di ritorno in Baviera tra una settimana poco più che una formalità. All’Allianz Arena, per i nerazzurri servirà soprattutto limitare i danni.
Serata da dimenticare per l’Atalanta, travolta dal Bayern Monaco in una partita a senso unico. I bavaresi dominano dal primo minuto e mettono in mostra una superiorità tecnica e atletica evidente, chiudendo il match con un pesantissimo 6-1, nonostante il gol della bandiera nerazzurro nel finale.

Atalanta subito sotto
Il Bayern passa in vantaggio con un’azione su corner: la palla corta arriva a Serge Gnabry, che serve Josip Stanisic completamente libero davanti alla porta. Il terzino non ha difficoltà a insaccare da pochi passi.
L’Atalanta prova a reagire, ma il Bayern cala subito il raddoppio. Michael Olise punta un difensore e lascia partire un preciso sinistro che si infila vicino al palo, dove Carnesecchi non può arrivare. Poco dopo, arriva anche il terzo gol: ancora Olise protagonista con un assist per Gnabry, che parte da centrocampo, brucia Kolasinac e firma un elegante uno contro uno con il portiere nerazzurro.
Il Bayern dilaga nella ripresa
Nella ripresa la musica non cambia. Nicolas Jackson finalizza un contropiede, approfittando di un colpo di tacco di Diaz, e mette a segno il quarto gol. Poi Olise firma la sua doppietta personale con un sinistro a giro imprendibile per Carnesecchi, portando il Bayern sul 5-0. Il sesto gol arriva con Jamal Musiala che sfrutta un cross rasoterra di Jackson e insacca con precisione in area.
Solo nel finale l’Atalanta trova il gol della bandiera: Pasalic approfitta di una disattenzione difensiva e batte il portiere bavarese, fissando il punteggio sull’1-6. Una magra consolazione per i nerazzurri dopo una serata durissima, segnata dalla netta superiorità dei tedeschi e da tante occasioni sprecate.
Atalanta, epilogo amaro
Per la Dea è sostanzialmente uno stop alla corsa europea. La squadra di Raffaele Palladino, che aveva anche sognato di arrivare tra le prime otto nella League Phase, ha dovuto arrendersi di fronte all’incredibile potenza di fuoco del Bayern Monaco di Vincent Kompany.
I nerazzurri, comunque, arrivavano a questa sfida consapevoli delle difficoltà. E soprattutto arrivavano alla gara coscienti di potersela giocare fino ad un certo punto non potendo contare sull’apporto di uomini fondamentali come De Ketelaere, Raspadori, Scalvini e soprattutto Ederson.